martedì 23 settembre 2008

Formula 1, ricorso McLaren: verdetto

Dopo aver ascoltato le parole del team inglese ieri mattina, la federazione internazionale dell'automobile ha deciso che il ricorso della McLaren contro la penalita` a Hamilton e` inammissibile.


La corte ha stabilito che la penalità non è appellabile in quanto si tratta di un "drive-through" inflitto a fine gara e non è quindi contestabile come sancito dall'articolo 152 del Codice Sportivo Internazionale.

La notizia tanto attesa dalla Ferrari arriva da Parigi, tanto per cambiare, dove un'anno dopo la squalifica della scuderia anglo-tedesca dal mondiale costruttori, è arrivata l'ennesima "tegola" sui ragazzi di Woking.
A Spa, il pilota inglese era stato punito per una manovra giudicata scorretta ai danni del ferrarista Raikkonen, penalita` che gli era costata la retrocessione dal primo al terzo posto (la vittoria era andata a Massa, il secondo posto a Heidfeld).

Nel corso dell`audizione di lunedì la McLaren ha fornito la registrazione radio della conversazione al muretto box tra Dave Ryan, direttore sportivo della scuderia inglese, e il delegato tecnico della Fia, Charlie Whiting, durante le fasi concitate della gara: "Whiting ha confermato due volte alla McLaren che a suo giudizio Hamilton aveva restituito la posizione a Raikkonen in maniera regolare, e il team ha riferito il tutto al pilota, confermandogli che non doveva farsi ripassare una seconda volta." Queste le parole di Martin Whitmarsh, ingegnere capo della McLaren-Mercedes rilanciando la posizione di Lewis che non poteva certo andar contro il giudizio dei commissari.

Insomma, durante la gara tutto regolare, ma ovviamente sarebbe tutto troppo bello, anche davanti ad errori EVIDENTI di altri (i commissari, dando l'ok all'inglese, non avrebbero dovuto ritrattare il tutto, a gara terminata senza possibilità per Hamilton di correggere i suoi presunti errori) chi ne paga? Chi è costretto a regalare 6 punti per un errore commesso da altri?

Che altro dire, mi ritrovo per l'ennesima volta a commentare "regalini" e "ragaloni", e ad assistere all'incapacità di soggetti ad ammettere le proprie colpe correggendo ad errori fin troppo evidenti.

Non lamentatevi se il vostro capo, se un giorno commetterete qualche "cavolata" in ufficio, e vi risponderà con un sorriso e una pacca sulla spalla senza dar peso al fatto, dovesse dimezzarvi lo stipendio a fine mese...infondo, se tanto mi da tanto, ha ovviamente ragione lui. Chiedetegli spiegazioni? No, sono INAMMISSIBILI!

Rende l'esempio? Beh...riflettiamoci.
Volevo per finire proporvi le interviste ai protagonisti, partendo da Lewis Hamilton:

"Sono deluso, ma non depresso. La gente si aspetta che io sia depresso dopo il verdetto di oggi. Ma io non sono fatto così. Adesso voglio lasciarmi questa vicenda alle spalle e andare avanti con quello che i piloti sanno far meglio: sfidarsi in pista, E` difficile effettuare un sorpasso e si provano sensazioni straordinarie quando riesce una manovra spettacolare. Se poi piace anche al pubblico in tribuna e ai telespettatori, meglio ancora."

Martin Whitmarsh, dal sito ufficiale della scuderia:
"Ovviamente siamo delusi dal verdetto di oggi, di fatto non e` stata presa una decisione in relazione al nostro appello. Nessuno vuole vincere un GP in un`aula, ma ritenevamo che Lewis si fosse aggiudicato il Gp del Belgio in pista, in una maniera emozionante e impressionante. Il nostro staff legale e i testimoni lo hanno detto in maniera serena. Allo stesso modo, ritenevamo che il nostro ricorso dovesse essere considerato ammissibile. La Corte invece non lo ha giudicato tale. Ora ci concentreremo sulle ultime quattro gare del Mondiale."

Concludo con i miei più sentiti complimenti a quello che sulla carta è vincitore del gp in Belgio, Felipe Massa, con un team così "potente", questo mondiale può solo vincerlo, magari, come ricorda Whitmarsh, anche in pista.

1 commento:

Anonimo ha detto...

FIA = Ferrari International Assistant